Arancione

Appunti di lavoro.

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Ho fretta di vedere quell’arancione profondo. Devo però aspettare che l’olio asciughi; mischiandolo con una punta di colore scuro, forse riprendo alcuni dei pensieri e delle inquietudini di questo sguardo. È una forte sensazione quella che aspetto di sentire, pronta sotto le mie dita. La voglio accarezzare. È il mio colore. Sono finalmente possessiva. Mi faccio piccola tra le pieghe molli della pittura sulla tela. Crateri e montagne di un pianeta insopportabilmente e prepotentemente arancione. Così, penso con altri occhi e mi chiedo: ma dove si ferma l’interpretazione dell’osservatore? alla sua complessità o la sua semplicità?
ORANGE. I’m in a hurry to see that deep orange. But I have to wait for the oil to dry; mixing it with a dark-coloured tip, perhaps I recall some of the thoughts and uneasiness of this look. It’s a strong sensation that I wait to feel, right there under my fingers. I want to caress it. It is my colour. At last I possess it. I make myself small in the soft folds of the painting on the canvas. Craters and mountains of an unbearably and overbearingly orange planet. So, I think with different eyes and I wonder: but where does the interpretation of the observer end? At its complexity or at its simplicity?
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