Il francobollo dei Mondiali 1934: il Premio Prisco e lo schizzo di Ester Crocetta

Premio Prisco XX edizione

il francobollo dei mondiali del 1934

di Ester Crocetta

Il francobollo dei Mondiali 1934 torna a ricordare momenti storici attraverso l’arte. Durante la XX
edizione del Premio Nazionale Giuseppe Prisco 2025, il giornalista Walter Nerone è stato omaggiato con
un’opera pittorica di Ester Crocetta ispirata al celebre francobollo commemorativo emesso in occasione
della vittoria italiana nella Coppa Jules Rimet. Un gesto che unisce memoria storica e valorizzazione del patrimonio visivo italiano, in un dialogo tra passato e presente che attraversa sport, filatelia e grafica.

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Un francobollo ritrovato per il Riconoscimento a Walter Nerone

Per questa edizione, l’USSI (Gruppo abruzzese Giornalisti sportivi) ha voluto premiare Walter Nerone, storico giornalista de Il Centro, ex arbitro e sottufficiale dell’Aeronautica Militare. Il riconoscimento è consistito in un dipinto pittorico su carta, ispirato al francobollo commemorativo dei Mondiali di calcio del 1934.

Il quadro donato a Walter Nerone è un dipinto su carta, con tecnica mista (acquerello e acrilico), uno schizzo dalle tonalità blu che riprende il francobollo emesso in occasione della vittoria dell’Italia alla Coppa Jules Rimet. Il disegno, schizzato su carta e colorato in tonalità di blu, recupera volontariamente le forme del francobollo originale.

Liana Ferri: il veicolo “gentile” dell’arte filatelica

Liana Ferri, autrice del francobollo originale, è stata una figura poliedrica del panorama artistico italiano: pittrice, incisora, illustratrice di libri, giornalista e, più tardi, sceneggiatrice cinematografica.

Ferri è stata la prima donna a realizzare bozzetti per i francobolli italiani. Il francobollo in questione, ideato per il 2º Campionato Mondiale di Calcio tenutosi in Italia, faceva parte di una serie di valori che celebrava il torneo e la vittoria della nazionale italiana.

Caramelle rosa del fascismo 

È interessante rievocare il periodo del suo operato, ritornando agli scenari del mondo femminile fascista. Un tema già affrontato da Ester Crocetta con la scultura dedicata a Ondina Valla, la prima donna italiana a vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi di Berlino del 1936, esattamente due anni dopo la realizzazione del francobollo.

Il regime fascista accantonava di rado l’immagine tradizionale dell’“angelo del focolare” che investiva il ruolo delle donne. Lo faceva solo per specifici interessi di propaganda. La forma “gentile”, che passava attraverso il filo femminile neutro e delicato, comunicava strategicamente un’immagine dell’Italia attenta, combattiva e vincente.

Francobollo originale del 1934 disegnato da Liana Ferri per il Campionato Mondiale di Calcio

l'espressione artistica di un momento storico

Il francobollo illustrato da Liana Ferri, con il suo messaggio sportivo, riprende la composizione voluta dal regime fascista. Come richiesto dalla committenza statale, il suo stile reinterpreta la tradizione artistica classica e promuove ideali di ordine, forza ed equilibrio, al centro dell’ideologia del regime.

Da qui nasce una riflessione sul rapporto tra creatività individuale e condizionamenti sociopolitici.

Libertà artistica e vincoli storici

Sebbene il fascismo rappresenti un periodo problematico, non si può considerare l’arte di quell’epoca un’eccezione alla libertà espressiva assoluta. Al contrario, l’arte, in ogni epoca, è sempre stata influenzata da fattori religiosi, politici ed economici. La nozione di libertà artistica e di “apertura espressiva” come la intendiamo oggi è un fenomeno storicamente recente, frutto di un’evoluzione progressiva dei diritti civili.

Gli artisti hanno sempre dovuto fare i conti con i gusti e le aspettative dei loro committenti, fossero essi la Chiesa, i nobili o, in questo caso, il regime.

L’arte come libro di storia delle emozioni

L’idea di libertà artistica che abbiamo oggi è un concetto relativamente moderno, nato come risultato di conquiste civili e culturali che si sono consolidate solo di recente.

L’arte è il più grande libro di storia delle emozioni umane. Ogni corrente artistica è un viaggio affascinante che, attraverso le immagini, ci racconta le percezioni e gli stati d’animo di un’epoca. Ogni stile è un tassello che porta al successivo, contribuendo a una crescita emotiva collettiva.

Così, anche attraverso la filatelia, la storia dell’arte italiana si arricchisce di storie al femminile!

L’arte è il più grande libro di storia delle emozioni umane.