Premio Prisco: i vincitori della XVII edizione

Comunicato stampa.

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Rocco Coletti, Caposervizio del quotidiano Il Centro, premiato con l’opera ideata e realizzata dall’artista Ester Crocetta.

Tre elementi si allungano e prendono la forma del movimento di una palla durante il gioco.

Beppe Marotta (Internazionale), Roberto De Zerbi (Sassuolo) e Federico Chiesa (Fiorentina) sono i vincitori, nelle rispettive categorie (Dirigenti di Società, Allenatori e Calciatori), della XVII edizione del Premio Nazionale “Giuseppe Prisco” alla lealtà, alla correttezza e alla simpatia sportiva.

Il Premio Speciale di Giornalismo “Nando Martellini”, quest’anno alla sua XV edizione, è stato invece attribuito al giornalista di Sky Sport Maurizio Compagnoni. Lo ha stabilito l’apposita giuria, unica per entrambi i premi, presieduta da Sergio Zavoli e composta da Italo Cucci, Gianni Mura, Gian Paolo Ormezzano, Marco Civoli, Franco Zappacosta, Ilaria D’Amico e coordinata dall’imprenditore Marcello Zaccagnini, Presidente del comitato organizzatore.

La stessa commissione, sempre d’intesa con il presidente del Comitato organizzatore Marcello Zaccagnini, ha deciso di attribuire il “Premio Speciale della Giuria” all’ex presidente dell’Inter Cav. Lav. Ernesto Pellegrini.

La giuria, infine, accogliendo la proposta dell’USSI – Gruppo Abruzzese Giornalisti Sportivi, ha conferito uno specifico e altrettanto importante riconoscimento al giornalista Rocco Coletti, Caposervizio del quotidiano Il Centro che sarà premiato, per la circostanza, con l’opera Games 13 ideata e realizzata dall’artista Ester Crocetta. 

La cerimonia di premiazione si svolgerà alle ore 11 di lunedì 13 maggio 2019, al Teatro Marrucino di Chieti e sarà condotta da Stanislao Liberatore

L’opera “GAMES_13” è una riflessione sugli equilibri. Tre elementi si allungano e prendono una forma morbida e fluente, come il movimento di una palla durante il gioco. Le curve danno una tridimensionalità plastica e serpeggiante mentre l’ultimo elemento diventa una gamba e si eleva verso l’alto. La palla è in cima, al culmine della scultura. Il 13 è il numero della maglietta di Davide Astori. La maglia numero 13 aveva un significato particolare per Astori. Era la maglia di Alessandro Nesta (campione del mondo con la nazionale italiana nel 2006), un idolo per Davide a cui legare i suoi sogni da ragazzo. Così, se è vero che la vita è un gioco e la palla è l’equilibro perfetto da inseguire, i sogni sono quella spinta incantevole per continuare a giocare.

The work “GAMES_13” is a reflection about balance. Three elements elongate and take on a soft and flowing form, like the movement of a ball during play. The curves give a plastic and winding three-dimensionality whilst the last element becomes a leg which extends vertically upwards. The ball is at the top of the sculpture. 13 is the number worn by Davide Astori. Shirt number 13 had a particular significance for Astori. It belonged to Alessandro Nesta (world champion with the Italian national team in 2006) – the idol who inspired Davide’s childhood dreams. Therefore, if it is true that life is a game and that a ball represents perfect balance worth pursuing, dreams provide an enchanting type of inspiration which drives us to continue playing.

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