Il dubbio del divenire o la certezza della fine?

Il fine è la certezza oppure la certezza è la fine? Il concetto di “natura infinita” lo abbiamo assimilato nel corso dei secoli, in termini di astrofisica e biologia evolutiva, ma l’ignoto è sempre un gradino oltre.

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visual artist dipinto la certezza della fine

Il dubbio del divenire o la certezza della fine?

La notte è veramente buia? 

L’oscurità potrebbe essere un’ovvia osservazione, legata alla certezza della “natura finita” che siamo abituati a constatare.

Il concetto di “natura infinita” lo abbiamo assimilato nel corso dei secoli, in termini di astrofisica e biologia evolutiva, ma l’ignoto è sempre un gradino oltre.

Facendo una riflessione estrema, l’ignoto può coincidere con il nostro inconscio. Qui il buio diventa un cielo stellato e la nostra ricerca di certezza si increspa, facendoci per fortuna dubitare.

Se l’arte è la rappresentazione inconscia di pensieri e la morte è una constatazione concreta, con l’arte si arriva ad immortalare visivamente l’incontro di queste nature, “finita e infinita” creando un vero fascino riflessivo.

La certezza della fine

Nella mia opera La certezza della fine un serpente arrotolato inghiotte un uovo. 

Il serpente deve nutrirsi, non ha dubbi, l’uovo concede continuità a qualche altra vita. Un arancio di sfondo ne risalta il contesto, illuminando simbolicamente un angolo buio del mio inconscio ed un pensiero silente che corre ad inghiottire. 

Così come il mio arancio si accende su questa tela, anche le riflessioni filosofiche e teologiche continuano ad accendersi per lo stesso motivo: il dubbio! I cambiamenti e le frustrazioni che esso genera sono linfa per la vita. 

Un percorso educativo e morale dove il fine è la certezza… Oppure dove la certezza è la fine!

“Non c’è dubbio che a ciascuno di noi capita di sentirsi certo di qualcosa. Nessuno potrebbe convincermi del fatto che non provo dolore quando lo provo davvero, e nessuno potrebbe provarmi che non ho fame se mi sento affamato. Le mie sensazioni e i miei sentimenti sono per me evidenti; non posso dubitarne; mi sono dati immediatamente. Sono positivamente certo di quello che provo. Neppure ci sono ragioni per negare che qualcuno possa fare l’esperienza di visioni mistiche, che lo rendono assolutamente certo di qualcuna delle sue credenze. Costoro sono sicuri di avere un contatto immediato con la verità. Può darsi che le cose stiano così; però quel che ci si chiede non riguarda la questione banale se qualcuno possa essere psicologicamente convinto della veracità delle proprie credenze o percezioni sensibili, quale che sia la fonte di certezza. Dal punto di vista psicologico è addirittura impossibile sapere qualcosa e chiedersi, nel medesimo tempo, come ciò sia possibile: quando ce lo si chiede, non si fa altro che mettere in dubbio il fatto di avere una conoscenza autentica.”

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