Pop Art e arte figurativa, la prima scelta di Imago Museum

A Pescara apre il museo che ora punta sul linguaggio figurativo contemporaneo; i motivi di una scelta d’arte.

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pop art a pescara imago museum

Il 26 aprile 2021, una data importante per l’arte a Pescara: è stato infatti inaugurato il un nuovo museo di arte contemporanea e moderna Imago.

Quale il tema d’apertura? Il linguaggio figurativo contemporaneo con la Pop Art di Warhol e il classicismo di Schifano.

Da pescarese e abruzzese, l’Imago Museum rappresenta una grande soddisfazione in quanto riconosce all’arte contemporanea il ruolo di richiamo turistico, culturale e internazionale. Puntare sull’arte è poi un segnale importante visto l’emergenza Covid da cui, Pescara e l’Abruzzo, piano piano provano a uscire.

Perché Imago ha scelto un linguaggio figurativo?

Provo a rispondere con personali osservazioni.

Credo che il linguaggio figurativo come quello della Pop Art (o ancora prima del Surrealismo), nella scia dei cicli di alternanza del tempo, tra il susseguirsi di arte formale, informale, concettuale e nuove tecnologie, stia lavorando per una riconquista dei ruoli, o meglio si stia dirigendo verso una contaminazione non più conflittuale.

In fondo l’arte contemporanea è un “caso sociale”, dove nulla è individuabile con certezza e tutto è condizionabile e in costante adeguamento, in cui le esigenze si mischiano (o si dividono) per risolvere conflitti interiori.

Allora mi pongo un’ulteriore domanda: perché ho scelto un linguaggio figurativo per la mia arte?

Il senso del piacere, come quello di ammirare un’opera d’arte, o addirittura crearla, si costruisce in noi con un crescendo di esperienze e di situazioni casuali. Questa meravigliosa casualità, ci pone tutti diversi e protesi verso un senso del piacere personale e mutabile, che mira comunque ad una stabilità interiore.

Ormai sono consapevole che la mia deviazione è protesa verso il figurativo, almeno per ora. La Pop Art credo che mi sia entrata dentro con una “scusa in laterale”, in un mix di età, dubbi e situazioni mai più ripetibili. Una base su cui ho costruito riflessioni inconsce. Se è vero che un curatore d’arte contemporanea scova in maniera professionale questi “passaggi laterali”, io, da artista, ne percepisco soltanto l’attrazione.

E’ inevitabile, comunque, asserire che i colori, le scelte formali, il senso di fumetto della Pop Art sono in parte, anche nella misura del mio percorso artistico. Così, pensando alle correnti artistiche mi che hanno ispirato in qualche modo, sorvolo finalmente sui perché e seguo quell’istinto di comunicazione trasversale che l’arte mi trasmette. 

Un percorso che mi porta a creare, quasi inconsapevole, un mio personale linguaggio figurativo che molto spesso è condizionato anche dall’informale e dal concettuale.

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